“Con una drammatica progressione di interventi, la magistratura italiana ha dapprima conferito a un genitore il potere di disporre della vita della figlia; poi ha stabilito che tale potere può essere esercitato anche da un amministratore di sostegno; oggi, attraverso il Tar Lombardia, crea dal nulla il dovere delle pubbliche istituzioni, la cui ragione di esistere è per la vita e per la cura delle persone, di provocare la morte a chi non è in condizione di manifestare la propria volontà. La magistratura assume così la storica responsabilità di modificare, attraverso i propri provvedimenti, quel capo primo della Costituzione, attinente alla tutela dei diritti, che tutti a parole dicono immodificabile. Si impone il varo di una legge che ripeta l’ovvio, e cioè che la vita è intoccabile sempre e comunque.” Lo ha affermato il deputato del Pdl Alfredo Mantovano.
27/1/2009